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MUGELLO

UNIONE MONTANA DEI COMUNI DEL MUGELLO
UNIONE MONTANA DEI COMUNI DEL MUGELLO
COSA VEDERE:
Il Mugello offre un'ampia varietà di scelte per tutti i tipi di pubblico; per chi ama l'Arte e la Cultura sono a disposizione itinerari tematici e museali dalla Preistoria alla Seconda Guerra Mondiale. Per gli amanti delle tradizioni e del folklore, numerose sono durante l'anno le rievocazioni storiche, le manifestazione e le fiere legate all'artigianato e ai prodotti tipici. Per una vacanza all'insegna del relax a contatto con la Natura, si possono praticare numerose attività all'aperto, sempre diverse come i molteplici scenari di questo magnifico territorio.
UNIONE MONTANA DEI COMUNI DEL MUGELLO, Piccoli borghi in un contesto naturale e meraviglioso: città dal fascino senza tempo.
la storia DEL MUGELLO
Per conoscere la Storia del Mugello è stato creato il “Museo diffuso”, che raccoglie quattro aree tematiche, comprendenti punti museali, laboratori didattici, itinerari.
Il Sistema Naturalistico è coordinato dal Museo del  Paesaggio Storico dell'Appennino che trova sede nell'Abbazia di Moscheta nel Comune di Firenzuola.
Il Sistema dei Beni Archeologici è fruibile attraverso itinerari che toccano i siti archeologici più importanti del territorio e due laboratori-museo specializzati nel settore preistorico, antico e medievale: il Museo Archeologico dell'Alto Mugello di Palazzuolo sul Senio, il Centro di Documentazione Archeologica di S. Agata, il Museo Archeologico Comprensoriale di Dicomano e gli Scavi di Frascole. In estate è inoltre possibile visitare gli scavi del Castello di Montaccianico, avita residenza della potente casata feudale degli Ubaldini.
Nel Sistema Demo-Etno-Antropologico sono inclusi il Museo dei Ferri Taglienti di Scarperia, il Museo della Civiltà Contadina di Casa d'Erci e il Mulino Faini di Grezzano, il Museo della Pietra Serena di Firenzuola, il Museo delle Genti di Montagna di Palazzuolo sul Senio e il Museo di Vita Artigiana e Contadina con personaggi in movimento di Leprino.
Il Sistema dei Beni Storici Artistici comprende il Museo della Manifattura Chini a Villa Pecori Giraldi (con il "CHINI LAB", un'area interattiva dedicata i bimbi), la Casa di Giotto, il Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare Beato Angelico, la Raccolta di Arte Sacra di S. Agata e il Centro di documentazione e Ricerche “Gotica Toscana”.  

Per chi vuole vivere il Mugello immergendosi nella natura incontaminata del luogo, il Distretto Cicloturistico "Mugello in Bike" offre tanti percorsi scaricabili anche su sistemi GPS; grazie alla CARD del Cicloturista è possibile registrare i passaggi ed i tempi, confrontarsi con gli altri e godere della community e della “My area” sul sito per PC e per smartphone www.mugelloinbike.it
Innumerevoli sono le proposte per gli appassionati di escursionismo, a piedi o a cavallo; consigliata è la frequentazione dei percorsi del Parco Culturale del Monte Giovi, del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e del Monte Falterona o della storica Via degli Dei. Il Complesso Giogo Casaglia, che si estende per una superficie di 6.240 ettari, a cavallo tra crinali e passi che scendono verso Bologna e la Romagna, è attraversato dai sentieri del SO.F.T. (trekking “Le Sorgenti di Firenze”), della Grande Escursione Appenninica (G.E.A.) e della sentieristica appartenente alla Rete Escursionistica Toscana (R.E.T.), a cui si aggiungono i sentieri tematici e le emergenze naturalistiche. Rifugi e Bivacchi recentemente ristrutturati permettono di soggiornare in un ambiente incontaminato, selvaggio e magnifico, dove non è raro imbattersi nel lupo, l’aquila reale e il falco pellegrino.
Il fondovalle, grazie alla creazione del Lago di Bilancino, è ormai da diversi anni luogo ideale per attività sportive come la canoa, la vela, il windsurf e la pesca sportiva.
Si può godere del Mugello e della sua natura anche con uno spirito avventuroso cimentandosi in rafting, kayak e SUP sul fiume Sieve e nell'invaso di Bilancino.
In Mugello è possibile anche volare in aliante grazie alla aviosuperficie di Figliano (Borgo San Lorenzo), oppure ci si può rilassare nello splendido campo da golf con 18 buche di Scarperia.
L'offerta di attività ricreative non si esaurisce qui: piscine, minigolf, tiro con l’arco e campi avventura permetteranno di godere a pieno di questa affascinante parte di Toscana.
tradizioni del Mugello
GASTRONOMIA:
In Mugello la fedeltà alla tradizione si traduce in un tipo di cucina che ha preservato nel tempo l’autenticità delle proprie tradizioni, gelosamente tramandate in famiglia, di generazione in generazione. Tradizioni di una terra antica, legata ai ritmi della Natura, della vita contadina e ai prodotti genuini della sua valle e delle sue montagne.

Tra i piatti più celebri vi sono i tortelli di patate, le tagliatelle sui funghi, sul cinghiale, sulla lepre, farinate, zuppe, minestroni di verdure e pappe.
Grazie all'allevamento e all'agricoltura, la carne e i formaggi ricoprono un ruolo di primo piano: bistecche alte due dita, rosticciana, salsiccie, il caratteristico coniglio ripieno e il papero lesso, spesso associati o al pecorino -di pura pecora o misto-.
I tipici contorni vedono protagonisti fagioli all’olio, le mille verdure dell’orto, golosissime quando sono fritte (carciofi, melanzane, fiori di zucca).
I dolci sono semplici, ma gustosi, usando i prodotti dell'orto o del bosco: il pan di ramerino, la schiacciata con l’uva, le crostate con le marmellate fatte in casa. Vi è poi una grande varietà di dessert realizzati con prelibato marrone del Mugello I.G.P., come il celebre il budino di Marradi.

La tradizione gastronomica è inscindibilmente legata ai ritmi della Natura e alle festività religiose; per Carnevale si trovano un po' ovunque i Cenci e il Migliaccio e per la Candelora i Panini al Ramerino. A Borgo San Lorenzo si inizia la Quaresima con la Polentata in piazza organizzata per il Mercoledì delle Ceneri; in questo periodo in famiglia, ma anche in diversi ristoranti, si degusta la Farinata con le leghe detta anche “Farinata con gli zoccoli”.
In primavera quando le galline ricominciano a fare l’uovo, per San Giuseppe si possono assaggiare le frittelle di riso; per Pasqua e l’Ascensione l’agnello con carciofi fritti e i ravioli con la ricotta di pecora profumata di erbe dei campi ricchi di essenze aromatiche -timo, nipitella, radicchi e trifogli-. I ravioli, piatto ormai nazionale, si possono degustare un po' ovunque; in origine chiamato anche “cappellone”, spesso utilizzava in luogo degli spinaci l’ortica o il prezzemolo.
Con la tarda primavera in tutta la vallata incominciano le sagre gastronomiche dedicate al più classico dei piatti di tradizione familiare, il celebre Tortello mugellano. Vero e proprio capolovoro di cucina, realizzato con alimenti poveri in origine, ha un ripieno a base di patate bianche e viene condito con sugo di manzo o cacciagione.
L’estate era la festa sacrificale dei palmipedi; papere ed anatre erano le vittime della battitura e delle feste paesane; in alcuni ristoranti è possibile degustare il papero lesso o trovare gustose ricette con polli, capponi o il particolare coniglio ripieno.
Con l’autunno comincia la stagione dei marroni e delle castagne lessate (ballotte) o grigliate (bruciate) e quella della caccia con arrosti d’uccellini e la lepre in umido. Gustosissimi sono i piatti che utilizzano la carne di capriolo o di cinghiale, animali in continuo aumento nei boschi del Mugello.
Inizia quindi la stagione del maiale con grandi abbuffate di rosticciana e la realizzazione di piatti insaporiti dai funghi e dal profumato tartufo, forse meno famoso di quelli d'altre località, ma per gli intenditori di sapore e gusto particolare.
In cucina si utilizzano le verze rese più tenere dalle prime gelate e si preparano i semplici e gustosi crostoni di cavolo nero con l’olio “nuovo”.
Il freddo invita al consumo di piatti caldi e di minestre in brodo. Oltre alla notissima ribollita, servita un po’ ovunque, nella tradizione gastronomica del Mugello si trova la Carabaccia, antico piatto già presente nelle osterie fiorentine del 1500.
mestieri della tradizione
In Mugello antiche botteghe raccontano e perpetuano la storia dei mestieri e della vita di un tempo grazie all’abilità manuale di tanti artisti e artigiani che si traducono in manufatti di grande valore.   Il ricordo e l’amore per le tradizioni hanno dato luogo a diverse raccolte di attrezzi da lavoro e musei tematici.
Le arti e mestieri sono parte di una cultura materiale tramandatasi fino ai giorni nostri; nel basso Medioevo, sotto la crescente influenza della Repubblica Fiorentina, nascono nuovi borghi e si sviluppano attività economiche che diventano tipiche dell’area.
Celeberrima la tradizione dei Ferri Taglienti di Scarperia, regolamentata per la prima volta nello “Statuto dei coltellinai” del 1538, vastissima fino al XVIII° secolo. Oggi restano in attività solo 4 ditte di coltellinai, specializzate in coltelli e forbici di tutti i generi. Nel Palazzo dei Vicari è visitabile il Museo dei Ferri Taglienti, attiguo al laboratorio di via Solferino n. 19 dove è stato riprodotto l’ambiente in cui lavorava il coltellinaio.
L'abbondanza di pietra arenaria nell’Alto Mugello è all’origine della antichissima tradizione degli scalpellini, illustrata dal Museo della Pietra Serena nei sotterranei della Rocca di Firenzuola. Qui e nei comuni limitrofi si possono trovare numerose ditte specializzate in pregevoli pezzi per esterni, mentre pochi sono rimasti gli scalpellini che lavorano artisticamente la pietra.
Connessa al territorio boschivo è la lavorazione del legno di castagno, noce e ciliegio, spesso usati per mobili e infissi o per il restauro di mobili rustici della campagna toscana databili tra il ‘700 e l’800, in noce o legni dolci dalla patina bionda o qualche mobile più antico dalla patina scura.
La lavorazione della pelle e del cuoio risale al periodo mediceo; Barberino di Mugello in particolare era rinomato per la fabbricazione delle scarpe. Oggi nel territorio si trovano laboratori artigiani di piccola pelletteria e di accessori per l’abbigliamento che lavorano la pelle con maestria, precisione e gusto, doti tramandate di generazione in generazione.
Sempre a Barberino il ricamo ha origini molto antiche; nella Scuola di Ricamo le donne eseguivano lavori bellissimi per corredi di clienti provenienti da tutta la Toscana e da altre regioni d’Italia. La tradizione continua oggi con la Scuola di Ricamo di Borgo San Lorenzo che svolge un’intensa attività dal 1979.
L'arte del ferro battuto si è tramandata a Firenze e nel suo contado sino alla prima metà del Novecento lasciandoci vere e proprie opere d’arte: preziosi cancelli, splendide lanterne, particolari testate di letto in stile “fiorentino”. Oggi con il restauro di tante coloniche e antiche dimore storiche il ferro battuto sta ritornando come prezioso elemento di arredo.
Particolare nota di pregio merita l'arte della ceramica, esportata nel mondo grazie alla famiglia Chini e ai loro avi, principalmente Galileo, tra i massimi esponenti del Liberty italiano. Gli esordi della produzione ceramica nel territorio risalgono ai primi del Cinquecento, quando presso la villa medicea di Cafaggiolo e nei suoi dintorni lavoravano numerose fornaci che producevano vasellame sia di uso corrente, che i ben noti capolavori con il preziosissimo segreto del colore rosso.
Numerosi e ancora funzionanti sono infine i mulini ad acqua, nel Medioevo generalmente di piccole dimensioni e preposti alla macinazione del grano e delle castagne essiccate per l’alimentazione dell’uomo, e dell'orzo e avena per il bestiame. Oggi sono pochi i mulini ancora funzionanti, ma mantengono intatto il fascino di questa attività.
Gli antichi mestieri sono il suggestivo filo conduttore per conoscere le tradizioni locali, ma anche per andare alla scoperta delle valli nascoste e degli antichi borghi ormai abbandonati, dei casolari talvolta invasi da una fitta vegetazione, sulle tracce della carovana di muli dei legnaioli o dei resti dell’attività dei carbonai.
storia e arte
Il Mugello ha dato i natali a personaggi molto celebri nella storia italiana ed europea, dei quali è possibile seguire le tracce nel territorio, tra musei ed itinerari tematici: tra i tanti, i Medici, che venivano dai dintorni di Barberino di Mugello, Giotto e Beato Angelico nati a Vicchio, Maghinardo Pagani da Susinana, condottiero ghibellino di Palazzuolo sul Senio e il poeta simbolista Dino Campana, di Marradi.

La storia dell’uomo nel Mugello ha lasciato testimonianze fin dal Paleolitico inferiore; in seguito, mentre parte della vallata era ancora invasa dalle acque, la tribù dei Magelli si insediò nella parte più alta dell'Appennino.
Ai Liguri, a cui sembra si debba il nome del territorio, si sovrapposero intorno al VII secolo a.C. gli Etruschi, che si dedicarono a vasti lavori di bonifica, all'agricoltura e al commercio, arricchirono la zona di strade e mantennero stretti rapporti con la potente Fiesole.
La dominazione romana dilagò in tutta la Toscana intorno al II secolo a.C.; nonostante il progressivo impoverimento della zona, venne migliorata la rete stradale; risale a questo periodo l’antichissimo Ponte di Sagginale sulla Sieve nel comune di Borgo San Lorenzo, detto per lunga tradizione “Ponte di Annibale”.
Sono da attribuire al console Gaio Flaminio nel 187 a.C. i tratti selciati perfettamente conservati della  cosiddetta Flaminia Militare, la strada collegava Bologna ad Arezzo passando per i crinali dell'Appennino tra Firenzuola e Barberino, forse scendendo lungo la valle della Sieve per poi risalire l'Arno fino a raggiungere Arezzo.    
Nel corso del III secolo d.C., secondo la tradizione, il Cristianesimo fece il suo ingresso nel Mugello ad opera di San Cresci e dei suoi compagni, i quali soffrirono il martirio della Valcava.  
Durante e dopo l’epoca longobarda, il territorio sarà diviso con il sistema delle pievi ed in epoca feudale fu dominio degli Ubaldini e dei Guidi. Un altro importante feudatario della zona era il vescovo di Firenze, la cui diocesi aveva inglobato una gran parte del Mugello probabilmente nel 1125, dopo la distruzione di Fiesole da parte dei Fiorentini.
Dal XIII° secolo il Mugello venne inglobato nelle mire espansionistiche del giovane Comune di Firenze in virtù della sua posizione a controllo degli assi viari verso il Nord Italia e Bologna; le lotte contro i vecchi feudatari si conclusero nel 1306 con la distruzione del castello di Montaccianico e la fondazione  delle due “terre nuove” di Scarperia e Firenzuola.
Nell'ottica di controllo del territorio, Vicchio e Borgo San Lorenzo vennero fortificate con possenti mura rispettivamente nel 1324 e nel 1351.
Nel corso dei secoli XIV° e XV° la regione attraversò un lungo periodo di relativa prosperità, dovuta anche alle numerose proprietà fondiarie di importanti e facoltose famiglie, tra le quali spicca quella dei Medici, che qui investirono ingenti risorse finanziarie per consolidare la propria presenza attorno a Firenze. Cosimo il Vecchio commissionò a Michelozzo la costruzione del Castello di Cafaggiolo, quello del Trebbio e l'ampliamento del Convento francescano di Bosco ai Frati. Durante il Granducato mediceo il territorio fu trascurato e impoverito, anche a causa della frequenza di carestie e pestilenze che, sovente, si associavano ad eventi bellici.
Con i Lorena e il Granduca Pietro Leopoldo il Mugello fu interessato da una nuova fioritura economica e da una riforma amministrativa; furono abolite le leghe ed il Vicariato di Scarperia, numerose confraternite e compagnie religiose e venne aperta la strada del Muraglione.
A seguito del plebiscito del 1860, con il resto della Toscana il Mugello fu annesso al Regno di Sardegna.
In anni più recenti il territorio è stato teatro della Seconda Guerra Mondiale e della Linea Gotica, alla quale è stato dedicato un Centro di Documentazione ed un'esposizione tematica.
TERRITORIO
A pochi chilometri a nord di Firenze si estende il Mugello, che  riunisce due aree geografiche per un totale di otto Comuni: il Mugello propriamente detto e l’Alto Mugello o Romagna Toscana.

Terra di ambienti diversi, dall'aspra bellezza delle valli dell'Alto Mugello o Romagna Toscana, selvaggia e poco popolata, alle dolci linee dell'aperta conca punteggiata di borghi, la valle del Mugello fa riferimento alla parte medio superiore del bacino idrografico del fiume Sieve; è un’ampia conca delimitata a Nord dal principale spartiacque appenninico (dal Monte Citerna al Giogo di Villore), a Sud dai contrafforti del Monte Giovi e del Monte Senario, chiusa ad ovest dai Monti della Calvana oltre i quali si estende la Provincia di Prato.
L'invaso artificiale del Lago di Bilancino, prossimo alle Ville medicee del Trebbio e di Cafaggiolo, sfrutta la conformazione geologica della vallata, nel Pleistocene occupata da un ampio e profondo lago.
Il fondovalle, dove troviamo i borghi di Scarperia e San Piero, Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Vicchio e Dicomano, è la parte più densamente popolata; qui si trovano i principali centri abitati e maggiori vie di comunicazione: l'autostrada A1 e la direttissima Firenze-Bologna.
Attraversano il Mugello numerose strade statali e la ferrovia che corre da Firenze via Pontassieve e il vecchio e affascinante tracciato ferroviario della “Faentina”, che percorre il territorio da Firenze a Faenza fino a Ravenna seguendo le orme di Dante Alighieri.
La famiglia dei Medici originaria di questa terra fece qui costruire palazzi, castelli e conventi. Nella villa di Cafaggiolo Lorenzo il Magnifico fuggiva la "res publica" per rifugiarsi nella quiete dei campi. Sentiva il richiamo della natura e della terra e qui giocava, festeggiava, riscopriva la gioia, la bellezza, la vita.

Salendo nell’Alto Mugello nei comuni di Firenzuola, Palazzuolo sul Senio e Marradi, il panorama è dominato da incontaminati boschi di abete, faggio, castagno, quercia interrotti a volte da affioramenti di pietra arenaria; i  crinali e i passi che scendono verso Bologna e la Romagna disegnano quinte e profili massicci, talora imponenti, pur superando di poco i 1000 metri d’altitudine.
La purezza delle acque e la rigogliosa vegetazione riparia di queste valli sono l’habitat giusto per moltissime specie di uccelli e di pesci.
Il clima è di transizione tra quello rigido della Pianura Padana, dove i venti freddi spaziano liberamente scendendo dai contrafforti delle Alpi, e quello più mite, mediterraneo tipico dell’Italia centrale.
La conca del Mugello, subito sotto i gioghi più alti della catena montuosa, è spesso punto di incontro dei venti freddi di tramontana con quelli caldi umidi di libeccio, scirocco e ponente: questo fa sì che in inverno le nebbie portate dai secondi siano spesso spazzate via dall’altro, o che in estate sia questo a mitigare il caldo umido che quelli portano.

Il nostro territorio offre dunque al turista un vastro spettro di alternative per una vacanza unica alle porte di Firenze, all'insegna del relax nella natura, delle antiche tradizioni e del buon cibo.

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Alle porte di Firenze tra colline, cipressi, i Luoghi dei Medici, le Ville Storiche troviamo il Mugello. Il territorio riunisce due aree geografiche il Mugello e l'Alto Mugello detto anche Romagna Toscana. L'ambiente  come si può vedere ha diversi volti dalle boscaglie, ai castagneti, all'olivo, ad ampie superfici pianeggianti e al fondovalle. Poche parole per descrivere questo territorio: verde vallata rinomata per la cultura e il paesaggio.  Venire qui significa avventurarsi in una parte della Toscana ancora fedele alle origini.

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